Don Riccardo – 04/06/2015

Carissimi,

potete credere che sono già “ingolfato” nelle tante occupazioni. Ma mi siete sempre tanto presenti. E, credetemi, quei pochi momenti passati insieme a voi sono “la canna da zucchero da masticare poco a poco” e di cui vi ho scritto tante volte. Innanzitutto un grande grazie che non è solo un’espressione verbale. Ci siete tutti presenti nelle nostre preghiere: rosario del mattino, la messa e poi il rosario nei cortiletti, tra le capanne di questa gente che sta imparando a conoscere e a pregare la Madonna.

Veduta aereaAnche stavolta mi ci è voluta una settimana per riuscire a partire da Tananarive verso Maintirano, ma l’attesa è stata provvidenziale, perché ho potuto vedere diversi vescovi amici, che erano in riunione a Tananarive, e fare diverse commissioni. Al momento di partire ho dovuto lasciare la maggior parte dei bagagli… “Insomma non si sale nei cieli con molta roba”. 

E dall’alto il pezzo del Madagascar sotto i miei occhi è uno spettacolo che non delude mai. Veduta aerea2Ma le due foto che vedete se deliziano gli occhi per i colori sono anche un avvertimento grave… contate gli alberi che vedete!

E, infatti, aumentano ogni anno la calamità naturali che si abbattono sul Madagascar, soprattutto durante la stagione della piogge. Del resto, appena arrivato, la gente mi ha detto il rammarico. Troppo poca acqua per le risaie, il raccolto sarà meno che mediocre e, quindi, bisognerà mangiare il riso che vien dal Pakistan, pieno di insetticidi.

Guardando queste superfici pelate, il conto è presto fatto. E sul tragitto verso Maintirano gli alberi sono sempre troppo pochi ed in via di distruzione. “Dio perdona sempre, gli uomini qualche volta, la natura non perdona mai” ci ricordava il Papa nel messaggio per l’Expo. Strada

Sulla via del ritorno a Betanatanana Vincent (il mio collaboratore laico, che ha gestito con competenza e impegno la missione durante la mia permanenza in Italia) mi ha raccontato parecchie cose sulla vita alla missione durante questi lunghissimi mesi. Ma poi alla parole sono succedute le immagini. Agli inizi di febbraio piogge torrenziali, durate una settimana, hanno sventrato in diversi punti la strada che collega Maintirano a Betanatanana.

Le due immagini che vedete sono approssimative. I danni sono ingenti e siamo scettici che con la penuria di mezzi attuali i danni siano totalmente riparati. Strada2Detto questo, però, bisogna, per onestà, aggiungere che su questa strada non é mai stata fatta una seria manutenzione durante questi 35 anni; si é proceduto a mettere qualche toppa  qua e là. Soprattutto a nessuno é venuto in mente di ispezionare accuratamente ponti, tombini, passaggi d’acqua vari per vedere cosa stesse capitando. Infatti, tutti i punti di passaggio d’acqua si stavano ostruendo poco alla volta e poi interrando. Insomma, un disastro annunciato. Ma non tocca a noi italiani “far la predica”, se ci ricordiamo cosa accade a casa nostra da tanti anni.

Naturalmente l’accoglienza dei cristiani è stata “mafàna”, e, cioé, molto calorosa. Hanno voluto manifestarmela domenica, giorno della Pentecoste, insieme ai canti e alle danze, la preghiera e i doni, come sanno fare i poveri, discreti, intimiditi, un po’ vergognosi dei loro piccoli doni. Mi veniva in mente il loro proverbio “è la mano che dà, ma è il cuore che offre”. E di sicuro il loro cuore é pieno di molta riconoscenza, che peraltro sento immeritata.

Non hanno aspettato con le mani in mano durante questo tempo, ma tutto è proceduto, come le attività ordinarie della comunità cristiana: preghiera la domenica, catechesi, visita ai malati ed ai villaggi, le scuole. Ci hanno dato una prova di serietà, di buona intesa, di collaborazione: in una parola, di maturità.

Qui sotto una foto della costruzione dei locali della scuola media e di una grande sala multiuso che servirà per luogo di preghiera e di incontro con i genitori, i ragazzi, ecc.Scuola media2 Approfitto per ridire ancora una volta un grande GRAZIE a voi che ci aiutate versando il vostro 5X1000 all’Associazione PROGETTI ECAR MANDABE Onlus che finanzia i diversi progetti di sviluppo a favore di queste popolazioni.

E come capita di solito, il Signore non risparmia ai suoi amici la croce. Oltre alla scarsità delle piogge che hanno compromesso seriamente i raccolti, c’é stata un’altra grande prova: l’insicurezza dovuta al banditismo che sta crescendo in maniera preoccupante. Tutto ciò é culminato in un episodio di sangue che ha molto spaventato la gente di Betanatànana, proprio alla vigilia di Natale. Qualche giorno prima si parlava di una sfida che si stava preparando; un evento annunciato, dovuto, pare, alla cattiva gestione degli zebù recuperati durante la campagna contro i ladri di bestiame, svoltasi mesi prima. Qualcuno avrebbe messo le mani su diverse decine di bestie facendo documenti falsi per reclamarne la proprietà. Il litigio poteva svolgersi in maniera pacifica, ma gli animi erano esasperati e così un diverbio tra sindaco ed opposizione, proprio a poche decine di metri dalla nostra scuola, degenero’ in una rissa finita a colpi di fucile, lasciando al suolo quattro cadaveri. E così salgono ad un decina di morti le vittime della violenza nel solo 2014 a Betanatanana.

Ci si sente soli e abbandonati da quell’autorità che avrebbe lo scopo principale di garantire la sicurezza della gente.BimbaIl pensiero conclusivo di queste righe va ai bambini di qui, che ci crescono sotto gli occhi, e per i quali nessun sacrificio è troppo grande. Un grazie a voi che ci aiutate a prenderci cura di loro tramite le adozioni a distanza, l’aiuto agli insegnanti e tante altre iniziative a loro destinate.

Questa gente ci ripaga con cose semplici: l’uso serio di ciò che viene costruito, la gratitudine, la preghiera ed il loro sorriso. Ci basta e ne avanza.

Un ricordo grato a tutti voi, soprattutto a voi anziani e malati.

Un abbraccio forte a tutti,

      don Riccardo