Don Riccardo – 29/09/2016

Cari amici,

le settimane corrono via troppo rapidamente. Spero che le vostre vacanze abbiano mantenuto le attese: esser un tempo di riposo, di condivisione, di immersione negli affetti familiari. Questi mesi sono stati per me molto impegnativi e interessanti.

 

Incontro con i sacerdoti di Morondava

sacerdoti_morondava

Su invito di Mgr Fabien, nel mese di giugno, sono stato a Morondava  per parlare ai preti di due cose:

a) LA GIOIA DEL VANGELO: il documento programmatico di papa Francesco. Abbiamo cercato di capire cosa domanda papa Francesco alla Chiesa di oggi. E’ un documento innovatore, ma che si innesta sul Concilio. Lui lo chiama semplicemente: sogno. “Sogno – dice lui – una chiesa povera e per i poveri”. In realtà parla di molte altre cose, ad esempio dei peccati che sviliscono la Chiesa e le fanno perdere lo splendore di Cristo, la rendono opaca e poco attraente.

Il Papa fa poi una lunga digressione su come preparare l’omelia… e qui viene incontro alla protesta silenziosa di tanti cristiani, per i quali l’omelia domenicale “…è davvero un piatto immangiabile“. Le omelie di papa Francesco avvincono e convincono. Del resto basta vedere come papa Francesco riesca a sminuzzare il Vangelo nelle sue brevi omelie a santa Marta. Un posto poi assolutamente importante – dice ancora papa Francesco – deve essere dato ai poveri in seno alla Chiesa: non sono dei mendicanti, degli accattoni a cui si dà qualcosa, ma dei maestri di vita spirituale. Poiché loro, più di tutti, sono vicini al cuore di Cristo.

b) Il secondo tema un po’ a sorpresa: DAL CONFLITTO ALLA COMUNIONE. Il testo guida, elaborato in Germania dai luterani e dai cattolici in vista del 500° anniversario della Riforma di Lutero che ricorre il prossimo anno. Un testo nuovo e ambizioso. Riprendere i temi che sono stati all’origine della Riforma, e quindi causa di conflitto, per farli diventare oggetto di riflessione, di scambio, di arricchimento e quindi di Comunione. Per me è stata l’occasione per rituffarmi nella realtà ecclesiale di Morondava e vedere con grande gioia come questa piccola e povera diocesi in pochi anni sia davvero cresciuta. Ricordo la lunga chiacchierata che avevo fatto con Mgr Fabien la sera della sua consacrazione episcopale. Partiti gli invitati, terminata la festa… ci eravamo ritrovati a parlare di come vedere il cammino della diocesi… nei tempi brevi. Ricordo di avergli raccomandato tre cose: la creazione di una comunità contemplativa carmelitana per sostenere con la preghiera tutta la diocesi (la creazione quindi di una comunità di suore carmelitane di clausura); un impegno prioritario e dichiarato verso le scuole cattoliche, facendo ogni sforzo per aumentarle in numero e in qualità (è dalle scuole infatti che si diffonde più rapidamente il Vangelo da dove nascono buone vocazioni sacerdotali e religiose e dove nasce un laicato consapevole e ben formato); infine creare un bel centro carmelitano a Bemanonga.

Tornato dopo tre anni ho visto coi miei occhi un fiorire straordinario di comunità religiose e di opere  che promettono un bel futuro a questa diocesi di cui faccio parte.

 

Nuovo inizio nel villaggio di ANKISATRA

Ankisatra è un piccolo comune a sud di Betanatanana. Poco abitato e con risorse modeste è diventato però in poco tempo preda delle incursioni sistematiche dei ladri di bestiame che hanno davvero infierito in questi due ultimi anni. Dopo esserci stato un po’ di volte, abbiamo deciso che non potevamo essere assenti davanti a questo flagello che colpiva ripetutamente questo comune. Il sindaco ci offrì per cominciare i piccoli locali del comune: una saletta separata da una tenda e due maestre piene di buona volontà. Abbiamo avviato così due anni fa una piccola scuola.

Ovviamente difficoltà di ogni genere non sono mancate: diffidenza iniziale di parecchi genitori, intralci dovuti alle malattie delle maestre, disinteresse di buona parte dei genitori, interruzioni per gli attacchi del ladri di bestiame. Abbiamo sempre ripreso e riaperto la scuola. Volevamo dare un segnale che non ci saremmo arresi davanti a queste difficoltà. Alla fine dell’anno scolastico i ragazzi che frequentavano erano un centinaio.

doniE così il 14 luglio scorso un gruppetto di persone – rappresentanti del comune – si è ritrovato ai piedi del piccolo tamarindo del cortile della scuola per il rito indispensabile prima di cominciare qualsiasi attività importante: domandare la benedizione a Dio-Creatore (Zañahary) e ai i nostri morti (Razana). Sulla stuoia sono state deposte piccole cose: una ciotola con un po’ di carbonella dove si mette a bruciare della resina di foresta, una piccola caraffa dove c’è dell’acqua con cui vengono aspersi i presenti, due bottigliette di rhum e una di acquavite con miele di foresta che saranno offerte ai presenti in segno di comunione. La semplicità del rito non può nascondere la profonda religiosità di questo popolo.

doni2Partecipare a questo rito non è segno di sincretismo, ma al contrario significa condividere “quei semi di Vangelo – come li chiama il Concilio – che Dio ha donato generosamente ad ogni cultura”.  Segni che bisognerà purificare e sviluppare fino alla loro piena significazione. Nel nostro caso – con questa preghiera “tradizionale “ – si afferma che ogni progetto, per quanto buono sia, non arriverà a compimento se non con l’aiuto di Dio e l’accompagnamento dei nostri morti.

Grazie ai fondi ottenuti con i vostri versamenti del 5×1000, abbiamo così cominciato i lavori rapidamente. Speriamo che siano terminati per metà ottobre e così i bambini di Ankisatra quest’anno avranno una piccola scuola tutta per loro. Mentre i lavori procedevano, alla missione di Betanatanana prendeva inizio lo stage di formazione degli insegnanti, al quale hanno partecipato anche le due insegnanti di Ankisatra. Qualche giorno fa, volendo rendermi conto di persona dell’andamento dei lavori, ho accompagnato le due nuove maestre al villaggio per cominciare a prepararsi al loro nuovo impegno. I genitori del posto le hanno accolte con molta deferenza e simpatia. Abbiamo previsto per loro due piccoli alloggi. Ci sarà ovviamente anche un pozzo di acqua potabile.

scuola_ankisatra

Sempre in questo terreno della piccola missione di Ankisatra ci sarà anche una piccola abitazione per il nuovo catechista.

Approfitto di questo spazio per ringraziare tutti voi che avete partecipato e reso possibile questo inizio.

insegnantiVedete anche voi nella foto come in fondo queste ragazze siano semplici e di poche esigenze e di grande spirito di sacrificio. Hanno il grande vantaggio di essere di un villaggio vicino. Non avranno problemi a capire i bambini, i genitori e le tradizioni del posto. Ogni anno per me è una vera battaglia: mettermi a cercare giovani che vogliano insegnare. Sapete bene che non sono posti tranquilli. E sono quindi ammirato nel vedere dei giovani così! Giovani e ragazze generosi ce ne sono… ma troppo pochi per far fronte ai bisogni che abbiamo. Dico sempre che quella dell’insegnante è una vera vocazione e che la Chiesa locale dovrebbe dare loro più importanza…visto che tra le loro mani cresce la Chiesa di domani.

Sono passato stamattina a vedere come cammina questa piccola scuola e le ho trovate sorridenti e ben applicate al loro lavoro. I bambini festosi. E la costruzione della nuova scuola abbastanza avanti. Non è un pronostico irrealista pensare che fra un mesetto circa questa scuola comincerà a funzionare…GRAZIE A VOI.

Quest’anno le piccole scuole di campagna sono aumentate. Saranno sei… anzi sette! Ovviamente si parla di effettivi modesti quanto al numero dei ragazzi che frequentano. E detto fra noi – se non volete fastidi non mettetevi ad aprire scuole di campagna da queste parti – ma confidiamo che da questi piccoli semi qualcosa di bello crescerà. Ne riparleremo in seguito nelle prossime circolari.

 

Intanto la chiesa di Betanatanana continua a crescere

Quando siamo partiti, uno degli impegni che ci siamo dati era quello di realizzare in tempi brevi una chiesa che potesse contenere i ragazzi della scuola e i nostri cristiani, una costruzione ben aerata dove poter stare anche nei mesi torridi della stagione calda. Stiamo pian piano costruendola, utilizzando sempre materiale di questi posti o facendo arrivare via camion da Tananarive i materiali irreperibili qui o troppo costosi. Nelle immagini qui sotto vediamo la chiesa dal lato nord, vista dal piccolo piazzale del comune, e la facciata d’ingresso dal lato ovest.

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Vista da nord

 

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Facciata

 

capriate

Preparazione delle capriate

Mentre cerchiamo di andare avanti coi lavori, procede anche la catechesi ai ragazzi e agli adulti, la  cura dei malati e dei poveri, l’animazione delle comunità delle campagne. E’ una vera fatica, ma saremmo ciechi a non vedere i segni della presenza del Signore in mezzo al suo popolo.

Dobbiamo ringraziare tante persone. Ma ne sottolineo due: Maria Pia Aresi, che ha lasciato un’offerta cospicua che permette di portare a termine quest’opera, che non è certo alla portata delle risorse molto modeste della gente di qui e il nostro amico Vincent, che ho conosciuto ed aiutato sui banchi della scuola professionale di Anatihazo e che adesso segue con competenza e dedizione totale i lavori a Betanatanana.

Li affido alle vostre preghiere, è evidente che persone così sono un regalo del Signore.

campanileFa impressione vedere la campanella della missione così ingabbiata. Mi sono deciso a questa misura d’urgenza poichè diverse campane delle nostre cappelline di brousse sono state rubate da una banda di ladri che opera in diverse regioni del Madagascar. Anche la campanella che avevo dato ai nostri amici luterani è stata rubata. E quindi il giorno stesso abbiamo provveduto a proteggerla. Sono scomparse decine e decine di campanelle dalle chiese di brousse. Un altro segno che neppure gli edifici di culto sono al riparo da chi vuole far soldi utilizzando tutti i mezzi.

Oltre alla chiesa, stiamo anche costruendo il campanile, dove speriamo prenderanno servizio due belle campane, regalo di un donatore ignoto che vuole così aiutarci nel primo servizio che la chiesa domanda ai missionari: pregare.

Sapete che siete nei nostri cuori per quel legame di riconoscenza che si fortifica ogni giorno di più. Affido alle vostre preghiere altre intenzioni: che il Signore dia a questa regione un buon vescovo così come lo vorrebbe papa Francesco; chiediamo il dono di una comunità di suore che vengano a vivere il Vangelo con noi e si prendano a cuore la gente di qui; insistiamo anche perché si possa mettere in piedi un ambulatorio per prenderci cura della salute della gente di qui, che davvero soffre molto.

Sapete di esser presenti nelle nostre preghiere quotidiane e nella riconoscenza per il bene che ci fate.

Un abbraccio a tutti,

don Riccardo