“Usciamo, usciamo verso…” (25/06/2016)

LOCANDINA

1L’incontro pomeridiano è stato realizzato in continuità con quello svoltosi lo scorso anno nella stessa occasione,  il “sottotitolo” ha infatti ripreso il titolo dell’anno scorso e cioè “La missione che viene a noi”; don Gianromano Gnesotto, missionario scalabriniano (Giovanni Battista Scalabrini ha speso la propria vita dedicandosi agli emigranti italiani in America e gli scalabriniani hanno nel loro carisma proprio l’opzione fondamentale per i migranti) che si è definito un “missionario qui, nella nostra realtà italiana” ha portato i partecipanti a fare alcune riflessioni sulla situazione migratoria mondiale e italiana partendo però dalle parole del Papa sulla Chiesa in uscita (non a caso, infatti, il titolo di quest’anno è stato “Usciamo usciamo verso … la missione che viene a noi”); chi ha scelto di prendere parte a questo momento si è interrogato sul senso di questo periodo storico e sul come poter essere effettivamente “in uscita” e accogliente verso i migranti.

Proprio per l’importanza e la complessità del tema, abbiamo scelto di iniziare con una preghiera allo Spirito Santo di don Tonino Bello:

Spirito Santo, che riempivi di luce i profeti e accendevi parole di fuoco sulla loro bocca, torna a parlarci con accenti di speranza. Frantuma la corazza della nostra assuefazione all’esilio. Ridestaci nel cuore nostalgie di patrie perdute. Dissipa le nostre paure. Scuotici dall’omertà. Liberaci dalla tristezza di non saperci più indignare per i soprusi consumati sui poveri. E preservaci dalla tragedia di dover riconoscere che le prime officine della violenza e della ingiustizia sono ospitate dai nostri cuori.

2Per il cristiano diventa obbligo morale quello di essere attento alla realtà in cui vive, di acquisire uno spirito critico informandosi da fonti attendibili e autorevoli  (un dato “sconcertante” che don Gianromano, che è anche giornalista, ci ha fornito è il seguente: nel mondo ci sono 60 milioni di rifugiati, di cui un milione in Europa. Ecco dunque i dati reali, al di là delle paure create ad hoc da tante e troppe notizie allarmiste); come già ci aveva detto l’anno scorso, si fa sempre più necessario per il cristiano imparare a leggere i segni dei tempi (“In quel tempo, Gesù diceva alle folle: “Quando vedete una nuvola salire a ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo?”) ; rimanendo sempre sulla Parola, citando  il Vangelo della domenica seguente (“Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”), abbiamo fatto un parallelismo tra Gesù, il Migrante “per eccellenza” e noi dunque, figli e fratelli del Migrante.

Ecco dunque che la prospettiva si può ribaltare con facilità e senza nemmeno stare a richiamare alla memoria quando “i migranti eravamo noi”; inoltre, in quest’Europa così ormai scristianizzata, siamo giunti a un momento storico in cui siamo “noi  europei” ad essere nuovamente evangelizzati dai migranti, ad averne proprio bisogno. Una giovane ragazza è intervenuta in proposito anche con una bella provocazione: “noi che ci diciamo cristiani, non siamo nemmeno più capaci di fare il digiuno un giorno la settimana in Quaresima, invece le mie compagne di classe musulmane il Ramadan lo rispettano!”. E non c’era nessun giudizio al riguardo, semplicemente una constatazione nata dall’esperienza diretta “Io a casa mia invito le mie compagne di classe musulmane e non ci vediamo problema alcuno”), un altro partecipante ha detto che sul posto di lavoro spesso si trova meglio e più in sintonia con i colleghi stranieri che non con gli italiani.

3Don Gianromano ha concluso che in effetti la speranza viene dalle nuove generazioni, più abituate e cresciute in un ambiente multietnico e che vivono con molte meno difficoltà la convivenza e gli scambi tra culture e religioni diverse.

La conclusione vera e propria dell’incontro è stata lasciata alle parole di Gesù riprendendo per intero il brano del Vangelo di Luca (9, 51-62) già citato.

4A seguire ci siamo avviati a piedi tra i vigneti godendo di un clima molto gradevole e del bel paesaggio tra il verde delle viti e l’oro del grano maturo e siamo giunti al luogo della grigliata dove già tutto era pronto: si è così proseguito in un clima di festa e di convivialità.

5Una piccola ma significativa precisazione: il fatto di aver utilizzato stoviglie in acciaio, piatti e bicchieri biodegradabili e l’acqua in bottiglie di vetro ci ha consentito di ottenere, a fine serata, una modesta quantità di rifiuti: circa 4 kg per un centinaio di persone.

E grazie infinite a tutti coloro che hanno partecipato, a tutti coloro che hanno dato una mano per la cucina, la griglia, la preparazione dei tavoli e di tutto quello che serve (frigo, luci, generatore e quant’altro) e che si sono poi fermati fino a mezzanotte inoltrata per sistemare il tutto, a chi ha grigliato le verdure e a chi ha offerto il vino e a chi ha cucinato le ottime torte!

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Appuntamento all’anno prossimo: vi aspettiamo numerosi!