{"id":1153,"date":"2014-06-16T22:26:24","date_gmt":"2014-06-16T20:26:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mandabe.org\/?p=1153"},"modified":"2014-07-08T00:17:02","modified_gmt":"2014-07-07T22:17:02","slug":"prodigiosa-papaya","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mandabe.org\/?p=1153","title":{"rendered":"Prodigiosa papaya"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/papaya.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1157 size-medium\" src=\"https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/papaya-300x222.jpg\" alt=\"papaya\" width=\"300\" height=\"222\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Nel mio orto grande di Mandabe avevo messo molte papaye. Bisognava piantarne tante perch\u00e9, a differenza della gente del posto, io non sapevo quali avrebbero dato frutti e quali no (sono infatti le infiorescenze che ci fanno sapere se la pianta \u00e8 \u201cfemmina\u201d o \u201cmaschio\u201d \u2013 e in questo caso non dar\u00e0 frutti \u2013 ma quando la pianta \u00e8 ormai gi\u00e0 grande).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">A me interessava averne i frutti. Solo dopo, poco alla volta, parlando con la gente, sono venuto a sapere degli usi molteplici che la gente ne faceva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Qui a Betanatanana ovviamente, per mancanza di terreno, non potr\u00f2 piantarne altrettanti\u2026 ma in seguito troveremo una soluzione. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Usi medicinali di questa pianta<\/span><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Quando il dolore ai denti diventa insostenibile e il dente \u00e8 cariato, si punge il frutto ancora molto verde, e se ne raccoglie il lattice. Un batuffolo di cotone viene impregnato ben bene di questo lattice e poi calato con molta precauzione dentro il dente cariato e ricoperto a sua volta con un po di cotone secco. Il lattice spegne il nervo dolorante\u00a0 e comincia pian piano la demolizione del dente che poco alla volta si disintegra. Ovviamente rimane poi da estrarre l\u2019ultimo pezzo della radice.[1]<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: medium;\">Q<\/span>uando si mangia il frutto di solito le decine e decine di piccoli grani si buttano via, mentre la gente del posto se \u00e8 ammalata ne mangia una cucchiaiata per arrestare la diarrea. Sono anche\u00a0 utili per contrastare la presenza dei vermi, nei bambini soprattutto.[2]<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\">Quando gli accessi febbrili dovuti, ad esempio, alla malaria diventano molto forti e i dolori alle ossa insopportabili, alcuni prendono le foglie della pianta e le stendono per bene sulla stuoia dove giace il malato.\u00a0Mi assicurano che il paziente ne ha grande giovamento.[3]<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;\">Infine un utilizzo \u201cculinario\u201d. Si sa che gli zeb\u00f9 da queste parti fanno molti chilometri, prima di finire in pentola! E quindi la carne spesso \u00e8 coriacea. Le brave massaie di qui, arrivate a casa, avvolgono la carne nelle foglie di papaya. Dopo un\u2019ora circa la carne si infrollisce e si passa alla cottura.[4]<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Insomma la papaya \u00e8 davvero prodiga e prodigiosa!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">\u00a0don Riccardo<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Qualche notizia in pi\u00f9<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">La papaya (nome latino Carica Papaya, famiglia Cacaricaceae) \u00e8 un piccolo albero, simile alla palma, di altezza variabile dai 3 ai 10 metri, originario dell\u2019America centrale e diffuso in molte regioni tropicali e subtropicali. Il frutto \u00e8 la papaya, grossa bacca arrotondata od ovoidale di peso variabile dai 3 etti ai 10 chili, che, matura, \u00e8 di colore verde-giallastro, con polpa arancione ricca di piccoli semi neri ricoperti da mucillagine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Il nome papaya deriva da pawpaw, termine usato dalle popolazioni dell\u2019Australia e della Nuova Zelanda per indicare i suoi frutti, simili nell&#8217;aspetto e in parte nel sapore a grossi meloni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">La papaya contiene un enzima, la papaina, sostanza utile per migliorare la digestione, come ben sapevano le popolazioni indigene del Centroamerica. Si ricava dal lattice essiccato, previa incisione dei frutti immaturi (un frutto di medie dimensioni fornisce circa 100 grammi di lattice), dalle foglie e dai semi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">E\u2019 poi ricchissima di vitamina C e gi\u00e0 ai tempi di Marco Polo era nota la sua capacit\u00e0 di guarire i marinai affetti dallo scorbuto, malattia contratta a causa della mancata assunzione di cibi freschi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">La papaya fornisce inoltre altre vitamine, come la A e la E, e minerali, come potassio, magnesio e calcio. E\u2019, inoltre, un\u2019ottima fonte di antiossidanti come selenio, carotenoidi (principalmente licopene) e flavonoidi. Tutte queste sostanze proteggono le cellule dai radicali liberi, responsabili dell\u2019invecchiamento cellulare, causa di gravi malattie degenerative. I flavonoidi, regolando la permeabilit\u00e0 dei vasi sanguigni, sono un valido aiuto per la circolazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">La papaya pu\u00f2 essere consumata cruda, cotta, come ingrediente base per preparare conserve e marmellate o per ottenere, tramite\u00a0fermentazione, una specie di acquavite.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/papaina1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1525 size-medium\" src=\"https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/papaina1-300x300.jpg\" alt=\"papaina\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/papaina1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/papaina1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/papaina1-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/papaina1.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma cosa \u00e8 la papaina e cosa \u00e8 un enzima?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Un enzima \u00e8 un catalizzatore dei processi biologici, ovvero un acceleratore di una reazione chimica legata ad un processo biologico. Spesso gli enzimi sono proteine, ovvero grandi e complesse molecole formate principalmente da catene a base di carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno e un po\u2019 di zolfo (catene polipeptidiche). Le proteine sono cos\u00ec complicate che nessun chimico saprebbe sintetizzarne una! \u00a0Questa\u00a0 \u00e8 la papaina, un enzima della famiglia delle proteasi\u00a0ed i nastrini che vedete sono le sue catene polipeptidiche.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt; color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/papacarie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1526\" src=\"https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/papacarie-150x90.jpg\" alt=\"papacarie\" width=\"150\" height=\"90\" \/><\/a>[1]\u00a0Nel 2003 \u00e8 stato sviluppato\u00a0 in Brasile il PAPACARIE: un gel per la rimozione chemiomeccanica delle carie. L\u2019ingrediente principale \u00e8 proprio la papaina, che, grazie alla sua attivit\u00e0 proteolitica, dissolve il tessuto cariato ed agisce allo stesso tempo come antibatterico. Il tessuto sano non viene intaccato dal gel ed \u00e8 invece\u00a0 lasciato intatto. Il Papacarie permette di curare le carie senza trapano e senza anestesia. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt; color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/carpaina.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1528 size-full\" src=\"https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/carpaina.gif\" alt=\"carpaina\" width=\"200\" height=\"143\" \/><\/a>[2]\u00a0Anche l\u2019azione antidiarroica e l\u2019attivit\u00e0 antielmintica sono dovute in gran parte alla papaina: l\u2019effetto antibatterico contrasta la diarrea, inoltre l\u2019enzima dissolve la cuticola esterna del verme che cos\u00ec muore. Gli studi scientifici di questo ultimo fenomeno risalgono addirittura al 1940 (Berger et al. Am. Ass. Adv. Sc. 1940, Vol. 91, p. 387). Per di pi\u00f9, foglie e semi della papaia contengono anche un alcaloide, una molecola bellissima che \u00e8 fatta cos\u00ec:\u00a0e che si chiama CARPAINA. Gli alcaloidi sono sostanze dall\u2019azione farmacologica molto potente, spesso tossiche in elevata concentrazione. Una cucchiaiata di semi \u00e8 tossica per i vermi, ma non per l\u2019uomo!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt; color: #000000;\">[3]\u00a0Questo uso parrebbe legato piuttosto all\u2019attivit\u00e0 analgesica dell\u2019impacco di foglie di papaya che non a quella antimalarica, che pure \u00e8 oggetto di studio, ma la cui efficacia resta tuttora da dimostrare.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt; color: #000000;\">[4]\u00a0Di nuovo la papaina in azione! L\u2019azione proteolitica rompe i legami peptidici delle proteine della carne e la ammorbidisce (\u00e8 una pre-digestione).\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mio orto grande di Mandabe avevo messo molte papaye. 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