{"id":2536,"date":"2015-02-23T21:13:43","date_gmt":"2015-02-23T20:13:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mandabe.org\/?p=2536"},"modified":"2015-03-15T22:46:25","modified_gmt":"2015-03-15T21:46:25","slug":"il-profeta-tradito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mandabe.org\/?p=2536","title":{"rendered":"Il profeta tradito"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">\u00c8 una lettera amara quella che abbiamo sotto gli occhi. Don Carlo parla &#8220;di solitudine intima e senza rimedio&#8230; di collaboratori che hanno perso la POESIA DELLA CARITA&#8217;\u2026 il gusto del sacrificio e che sono diventati burocrati che calcolano le loro prestazioni.&#8221;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Insomma un tradimento in guanti bianchi. Ma non per questo meno terribile e doloroso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">L&#8217;ideale che diventa affare di soldi! Pensiamo a Giuda che dice &#8220;Quanto mi date?&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Quell&#8217;opera che don Gnocchi &#8220;sognava per i suoi bambini&#8221; diventa azienda.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">E&#8217; destino di tutti i fondatori vedere i propri ideali scaduti a &#8220;prestazioni&#8221; pagate, ma questo non frena don Carlo che &#8220;inventa&#8221; un gesto di amore straordinario per il suo &#8220;dopo-morte&#8221;, donare ad altri la gioia di vedere!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Forse da quel suo ultimo gemito prima di morire: &#8220;Amis, ve racomandi la mia baracca&#8221; sono sbocciati migliaia di amici che ne hanno raccolto la fiaccola, perch\u00e9 il suo sogno continui a vivere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Sappiamo che ancora oggi la fondazione don Gnocchi accoglie migliaia di persone e le accompagna verso la guarigione\u2026 e dunque l&#8217;ideale\u00a0non \u00e8 stato spento dai &#8220;burocrati&#8221;\u2026<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Occhi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2537\" src=\"https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Occhi.jpg\" alt=\"Occhi\" width=\"400\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Occhi.jpg 400w, https:\/\/www.mandabe.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Occhi-300x121.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt; color: #000000;\">Il caso. Una lettera del fondatore della Pro Juventute<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Amici, mi sembrate dei burocrati. Firmato don Gnocchi<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt; color: #000000;\">Milano, 1951. Il grande sacerdote scrive a Mariuccia Meda, una delle sue pi\u00f9 strette collaboratrici, e si sfoga. Pensieri liberi e amari, che \u201cVita\u201d ripropone per lanciare un dibattito<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Cara Mariuccia, \u00e8 una sera molto triste questa, che mi fa sentire la nuova condizione in cui mi sono venuto a trovare, ormai totalmente dopo la tua, pur necessaria, prevista e felice (per la bella ragione che l\u2019ha provocata), assenza dal lavoro di questa nostra Opera che tu hai visto nascere. Ho avuto, per varie ragioni ed occasioni, oggi come non mai, la sensazione della mia solitudine spirituale e ne ho molto sofferto; come del resto da tempo ormai mi capita, senza rimedio. Ed ho sentito il bisogno, la debolezza, se vuoi, di scrivertelo. Almeno perch\u00e9 tu comprendessi anche meglio, a tua soddisfazione e premio, la bellezza e l\u2019importanza dell\u2019opera che tu hai compiuto accanto a me in questi anni.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">La ragione vera e intima della mia tristezza, quella che da tempo forse influisce sul mio carattere e sul mio lavoro, \u00e8 questa, anche se non facile a dirsi: Quella di non sentirmi pi\u00f9 circondato dalla poesia della carit\u00e0 e dall\u2019ideale di fare il bene per il bene, in quelli che ora sono diventati i miei collaboratori. Ho degli \u201cimpiegati\u201d intorno a me; distaccati dal lavoro cui attendono; che non hanno l\u2019angoscia di economizzare il tempo, il gusto del sacrificio, che \u201ccalcolano\u201d la loro prestazione, che fanno sentire quanto danno pi\u00f9 del dovuto, che non si interessano, per goderne o soffrirne, delle sorti buone o tristi dell\u2019istituzione, che non hanno progetti, disegni, critiche da fare ma si accontentano di eseguire, e insomma non lavorano con me e come me, ma accanto a me.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Quando nacque la nostra Opera era una cosa ben diversa, tu ricordi. Era una cosa di tutti e di ciascuno. Eravamo, tu, la Bertolini, il Dr.Bodini, la Wenner. Ed abbiamo fatto, per questo spirito, un lavoro veramente prodigioso per mole e rapidit\u00e0. Quando io guardo l\u2019archivio con tutte quelle migliaia di carte, mi stupisco di come abbia potuto scrivere tanta roba e trattare tante pratiche. In una qualunque azienda commerciale ci sarebbero voluti decine di impiegati! Come abbiamo potuto mettere in piedi le Case di Milano, Pessano, Genova, Parma, Roma, Torino, da soli, fare gli acquisti, spedire la roba, dirigere i lavori, organizzare le cerimonie, trovare il personale, indire iniziative colossali quali l\u2019Angelo dei bimbi, la Catena della felicit\u00e0, le raccolte di fondi, trovare gli amici, i fondi ecc. ecc.? \u00c8 una cosa che solo si spiega con la Divina Provvidenza, per quanto riguarda la parte di Dio, e con la nostra passione, per quanto riguarda la parte degli uomini.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Nessuno badava al tempo, al sacrificio, faceva distinzione di compiti o di doveri, e ciascuno faceva, a turno ed opportunit\u00e0, il dattilografo, l\u2019archivista, il fattorino, il facchino, l\u2019autista, la personalit\u00e0, il meccanico, il portalettere, il correttore di bozze, l\u2019autore ecc.ecc.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Questa era la poesia che ora, come tu sai, \u00e8 morta, per dar luogo alla burocrazia. Che non vuol dire carte e pratiche (ce n\u2019era tanta anche allora di carta) ma disinteresse e distacco da quello che si tratta.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Non vorrei che queste mie parole ti rattristassero per\u00f2. Se te le ho scritte \u00e8 unicamente perch\u00e9 tu senta tutta la poesia del lavoro che hai fatto e che rester\u00e0 nella tua vita come un caro e consolante ricordo e comprenda, nella sua verit\u00e0, anche qualche resistenza che io ho fatto alla tua partenza dalla Federazione. Mi pareva che, andandotene tu, partisse l\u2019ultimo testimone di quell\u2019atmosfera che abbiamo vissuto per cinque anni, fatta di santa febbre di lavoro, di speranze e di arrabbiature, di progetti e di scoperte, di gioie e anche di delusioni, fatta soprattutto di contatto vero con i Mutilatini, con veri e cari Amici della causa, e di pieno affiatamento con noi stessi.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">L\u2019unica consolazione di questo sacrificio \u00e8 di vedere ora la tua serenit\u00e0 e la tua gioia per l\u2019affetto che ti d\u00e0 Gianfranco. Ti assicuro Mariuccia.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Scusami lo sfogo. Tu sai che \u00e8 la prima volta che ti scrivo queste cose e in questo tono di confidenza. Ma, a parte che ne sentivo io il bisogno e forse la debolezza, tu stessa \u00e8 bene che comprenda appieno don Carlo e la sua pena odierna. Almeno per pregare pi\u00f9 affettuosamente per lui e per apprezzare nella sua realt\u00e0 il bene che gli hai fatto.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Riposati e sii serena nel Signore. Con affetto,<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Don Carlo<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una lettera amara quella che abbiamo sotto gli occhi. Don Carlo parla &#8220;di solitudine intima e senza rimedio&#8230; di collaboratori che hanno perso la POESIA DELLA CARITA&#8217;\u2026 il gusto del sacrificio e che sono diventati burocrati che calcolano le loro prestazioni.&#8221; Insomma un tradimento in guanti bianchi. 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