{"id":371,"date":"2014-04-26T23:19:39","date_gmt":"2014-04-26T21:19:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mandabe.org\/?p=371"},"modified":"2014-06-15T01:12:35","modified_gmt":"2014-06-14T23:12:35","slug":"don-riccardo-01122012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mandabe.org\/?p=371","title":{"rendered":"Don Riccardo &#8211; 01\/12\/2012"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: bold; color: #006598;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">LA MISSIONE IERI, OGGI E DOMANI\u2026<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Cio\u00e8 sempre!<\/span><\/p>\n<p style=\"color: #5e593d;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"><i><b>IERI<\/b><\/i><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Quando vi arriver\u00e0 fra le mani questo calendario, io sar\u00f2 gi\u00e0 nel mio nuovo posto di missione. Quindi ieri per me \u00e8 stato Mandabe, con tutte le straordinarie cose che abbiamo realizzato insieme: abbiamo rianimato delle comunit\u00e0 cristiane semispente e dato vita a nuove comunit\u00e0 che si sono aperte alla Chiesa. Abbiamo seminato nei cuori di alcune centinaia di ragazzi la conoscenza di Ges\u00f9 e di una famiglia grande quanto il mondo, facendo loro intravedere che \u201cl\u2019amore non ha confini\u201d, n\u00e9 tantomeno si chiude nei limiti della propria famiglia o del proprio clan. Ma prima di Mandabe c\u2019\u00e8 stato Faratsiho, e prima ancora Anatihazo, e prima ancora Bonoua in Costa d\u2019Avorio, dove ho fatto i primi passi di questa straordinaria avventura umana che \u00e8 la missione. Ovviamente ieri non sono solo i luoghi, ma tutte le persone che mi hanno accompagnato, incoraggiato, sostenuto, dai miei genitori fino a voi tutti. E tutta la gente di qui. Insomma due grandi famiglie che si avvicinano, si conoscono e si sostengono&#8230; perch\u00e8 si amano. Il missionario ne \u00e8 l\u2019occasione. Ieri sono anche gli altri tre nuovi sacerdoti, consacrati qualche mese fa, che avevo accolto da ragazzini nella scuola di Faratsiho&#8230;\u00a0<i>Ieri<\/i>\u00a0siete voi che durante tanti anni avete camminato con me e mi avete aiutato a realizzare tanto bene per questo popolo che vi \u00e8 molto riconoscente, perch\u00e9 sa che quello che avete fatto lo avete fatto solo con spirito di amore verso fratelli tanto bisognosi.<\/span><\/p>\n<p style=\"color: #5e593d;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"><i><b>OGGI<\/b><\/i><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Voglio assicurarvi che continuer\u00f2, anche con visite periodiche, a seguire e sostenere la Missione di Mandabe sino a quando il vescovo ed i Padri l\u00e0 presenti non saranno autonomi nella gestione delle scuole e delle attivit\u00e0 connesse. Tuttavia credo che siano abbastanza solidi per prendere in mano la Missione e\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\"><i>farla progredire ulteriormente<\/i><\/span>, poich\u00e9 questo \u00e8 lo scopo del passaggio di mano. Ma ora l&#8217;avventura per tutti noi continua qui a Maintirano: altri paesaggi, altra gente, la presenza forte dell\u2019Islam, una nuova cultura che si dischiude ai miei occhi. Il primo impegno \u00e8 quello di conoscere questa regione, i protagonisti che ne hanno segnato la storia, i missionari, le suore, i catechisti, i cristiani che sono gi\u00e0 qui e lavorano duramente per \u201cdissodare questa vigna\u201d. Ieri conversavo con un vecchietto. A un certo punto gli ho chiesto:\u201c E i Mak\u00f2a?\u201d (cio\u00e8 gli attuali discendenti degli schiavi importati dal Mozambico negli anni 1850-1900) \u201cMa io sono proprio Mak\u00f2a!\u201d \u201cParlate ancora la vostra lingua? Come seppellite i vostri morti? Quali sono le vostre feste pi\u00f9 importanti?\u201d Mi ha risposto voltandosi un po\u2019 di lato, forse per occultare un senso di vergogna: \u201cOrmai seguiamo tutte le usanze dei Sakal\u00e0va!\u201d (che erano i loro padroni al momento dell\u2019arrivo degli schiavi e sono attualmente l\u2019etnia dominante in questa regione). E cos\u00ec, sotto i nostri occhi, si attua questa assimilazione, violenta, ma silenziosa, di un popolo che perde la propria identit\u00e0, la propria lingua, i canti, gli usi, restando sempre in fondo alla scala sociale&#8230; Costretto ad assimilarsi ai Sakal\u00e0va per ottenere un riconoscimento sociale. Nessuno qui pare accorgersi di niente. Oggi per noi c\u2019\u00e8 anche l\u2019attesa di un vescovo, che dovr\u00e0 contribuire a dare unit\u00e0 e identit\u00e0 a questa regione del Melaky, che \u00e8 di certo la regione pi\u00f9 trascurata del Madagascar. Dicevo ieri alla messa ai cristiani, quasi tutti\u00a0<i>Merina<\/i>\u00a0degli altipiani, venuti qui per cercare di che vivere nel commercio e nell\u2019agricoltura: \u201c<i>Trandraka an-tany m\u00e8na, mandray ny volon-tany<\/i>\u201d, che significa \u201cDovremmo essere come il riccio che man mano che scava la sua buca, prende sempre pi\u00f9 il colore rosso della terra\u201d. E cio\u00e8 noi cristiani non dovremmo conservare solo le nostre usanze, ma prendere poco a poco quelle di qui.<\/span><\/p>\n<p style=\"color: #5e593d;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"><i><b>DOMANI<\/b><\/i><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Sto effettuando le prime perlustrazioni in questa nuova regione del Melaky, a Betanatanana e dintorni. Diciamo che il senso di abbandono e di povert\u00e0 che vedevo a Mandabe qui si accentua, a causa dei danni annuali dovuti ai passaggi dei cicloni. Cercheremo di aiutare la gente a \u201cbere acqua pulita\u201d, di occuparci dell\u2019educazione dei bambini, di cercare dei buoni e qualificati insegnanti (la battaglia di sempre!)&#8230;Insomma di contribuire in misura modesta alla crescita spirituale e culturale di questo lembo di Madagascar che ci viene affidato. Ma di sicuro bisogner\u00e0 conoscere i diversi gruppi etnici nelle loro culture particolari e adattarsi. Conoscere i loro leader&#8230; che spesso sono persi tra la folla, ma che entrano in evidenza in occasione di fatti importanti: feste tradizionali, funerali, conflitti, ecc. E comprendere che \u00e8 indispensabile conoscersi bene e legarsi in amicizia. Abbiamo ben chiaro comunque che lo scopo primo \u00e8 quello di affidare il Vangelo a questa gente, coscienti che Cristo non distrugge le culture, ma le purifica, le fa crescere, le dilata e le rinnova. Sappiamo che la missione tiene al proprio orizzonte la \u201cde-missione\u201d e cio\u00e8 il passaggio nelle mani dei locali di quanto avremo realizzato: questa \u00e8 la \u201cpietra di paragone\u201d della nostra vera riuscita! Cambieremo certo anche noi, perch\u00e8 non saremo come i turisti spensierati in cerca di emozioni forti da fotografare e poi da raccontare agli altri, ma amici discreti, coscienti che la loro amicizia ci cambia e ci rende i missionari di cui ha bisogno oggi il mondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"color: #5e593d;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">Buon anno a tutti,<\/span><\/p>\n<p style=\"color: #5e593d;\" align=\"right\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"><b>don Riccardo<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA MISSIONE IERI, OGGI E DOMANI\u2026 Cio\u00e8 sempre! IERI Quando vi arriver\u00e0 fra le mani questo calendario, io sar\u00f2 gi\u00e0 nel mio nuovo posto di missione. 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