{"id":467,"date":"2014-05-01T22:37:22","date_gmt":"2014-05-01T20:37:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mandabe.org\/?p=467"},"modified":"2014-05-05T23:06:54","modified_gmt":"2014-05-05T21:06:54","slug":"i-bara-e-la-riconciliazione-una-storia-vera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mandabe.org\/?p=467","title":{"rendered":"I Bara e la riconciliazione: una storia vera"},"content":{"rendered":"<p style=\"color: #5e593d;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">La storia che vi racconto \u00e8 vera, ma devo cambiare i nomi del villaggio e dei protagonisti.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Dovendo organizzare un incontro di formazione per i sacerdoti di Morondava, avevo scelto il tema dibattuto dal Secondo Sinodo Africano: \u201cLa Chiesa in Africa, al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace\u201d. Sappiamo tutti come il tema della riconciliazione sia un argomento di interesse universale . Al riguardo, esistono gi\u00e0 tre testimonianze in questa rubrica \u201cAll\u2019ombra del baobab\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Mi chiedevo per\u00f2 come la gente di qui gestisce i conflitti e come, soprattutto, trova le soluzioni. Sono sempre pi\u00f9 convinto che la riconciliazione \u201cindividuale e privata\u201d, prodotto tipico dell\u2019Occidente, non corrisponde alla cultura africana, se non in casi personali e ben precisi. Avevo quindi chiesto ai miei insegnanti di farsi raccontare dagli anziani degli eventi in cui il villaggio aveva trovato rimedi alle situazioni di conflitto. Ecco dunque uno di questi racconti:<\/span><\/p>\n<hr style=\"color: #000000;\" align=\"center\" width=\"33%\" \/>\n<p style=\"color: #5e593d;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\">\u201cNel villaggio di Mahabo, un genitore anziano aveva otto figli; uno di questi, finiti gli studi, and\u00f2 a lavorare vicino a Morondava. Con i primi soldi guadagnati si compr\u00f2 uno zeb\u00f9 e lo affid\u00f2 al pap\u00e0 che lo mise nella sua mandria. Nel frattempo questo giovane, che cominciava a guadagnare qualcosa, si prese una ragazza in moglie e ne ebbe un figlio.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Un giorno senza preavviso decise di fare visita ai genitori; prima ancora che rientrasse nel villaggio, uno dei fratelli lo incontr\u00f2 e gli diede la cattiva notizia che il pap\u00e0, stretto dai debiti, aveva venduto il suo zeb\u00f9. Si riprometteva, per\u00f2, di ricomprarne al pi\u00f9 presto uno simile a quello venduto. Il nostro ragazzo, che chiamer\u00f2 Mandiniha, entr\u00f2 in una collera furiosa. Entrato in casa, si mise a insultare il pap\u00e0 con i termini pi\u00f9 offensivi e ignobili. Chi mi racconta la storia non entra nei dettagli, ma sappiamo che nella cultura di qui essere paragonato a un cane \u00e8 l\u2019insulto pi\u00f9 grave e umiliante che ci sia. A niente valsero le scuse del pap\u00e0 che voleva rassicurarlo sia sulla situazione di necessit\u00e0 in cui si era trovato, sia nel garantirgli che lo zeb\u00f9 sarebbe stato sostituito. L\u2019indomani mattina, radunate le quattro cose, Mandiniha ripart\u00ec. La scena del diverbio si era svolta nel cortile, alla presenza di molti del villaggio, incuriositi dalla lite e dagli insulti che si sentivano. Spezzato dal dolore e dalla vergogna, il vecchio convoc\u00f2 gli anziani del villaggio, i quali dissero che un figlio cos\u00ec non solo era indegno, ma bisognava ripudiarlo dal villaggio.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> I Bara conoscono bene il rito della maledizione. L\u2019anziano genitore, che si chiamava Tsarovy, entr\u00f2 in casa, prese una ciotola piena d\u2019acqua, usc\u00ec nel cortile, con le mani prese dell\u2019acqua e si lav\u00f2 il mento e poi, sempre con quell\u2019acqua, ripresa nel cavo della mano, asperse i quattro punti cardinali dicendo \u201cTu, o ZANAHARY (Dio), che ci hai fatto, che ci hai dato le mani e i piedi, chiamo Te a testimone; chiamo Voi morti che ci avete dato la vita, chiamo Voi, spiriti di Fandroa e di Zama, chiamo Voi, spiriti cattivi (FAHASIVY): io maledico questo mio figlio, non dategli tregua, sia perseguito dalle malattie, dall\u2019infelicit\u00e0, sia sterile e non abbia figli. Non conosca il successo in quello che intraprende. Voi morti, non dategli tregua. E Voi, anziani, gente del villaggio, siete testimoni: quando muoio, non venga al mio funerale. E se Mandiniha muore, non sia seppellito nella nostra tomba\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Ognuno si ritir\u00f2. Passarono i mesi, gli anni. I fratelli avevano fatto sapere a Mandiniha della maledizione che lo aveva colpito, ma lui, sul momento non se ne era curato. Venne per\u00f2 il momento di circoncidere il figlio. La gente di qui annette un\u2019importanza straordinaria a questo rito. Si tratta di un rito che da statuto ufficiale al bambino . A partire da questo momento avr\u00e0 \u201cufficialmente un pap\u00e0,una famiglia\u201d, con diritto all\u2019eredit\u00e0 e alla sepoltura nella tomba paterna. Sar\u00e0 tenuto a conservare e ingrandire l\u2019eredit\u00e0 paterna, dovr\u00e0 osservare tutti i tab\u00f9, e applicare le osservanze varie della grande famiglia in cui \u00e8 inserito. Mandiniha misurava ora l\u2019enormit\u00e0 del torto fatto al padre e, come se non bastasse, si ricord\u00f2 anche di non avere ancora chiesto ai genitori la benedizione per poter vivere con la moglie e mettere su casa secondo i dettami della tradizione: la gente di qui crede che senza la benedizione dei genitori la circoncisione non solo non riuscir\u00e0, ma sar\u00e0 causa di un\u2019emorragia che porter\u00e0 il figlio alla morte.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Mandiniha, su consiglio dei fratelli, decise quindi di tornare dal pap\u00e0. Accompagnato dalla moglie e dal figlio, arriv\u00f2 al villaggio, fece chiamare uno dei fratelli e si fece annunciare al padre. Il pap\u00e0 rimand\u00f2 indietro il messaggero con l\u2019ordine di riferire che era ben contento di rivedere il figlio e la nuora e di vedere per la prima volta il nipotino. Tuttavia aggiunse di non volere intermediari tra di loro.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Mandiniha cap\u00ec subito i desideri di pap\u00e0: bisognava che andasse egli stesso a chiedere perdono, accompagnato dalla moglie, dal figlio e preceduto da un bel zeb\u00f9. Rimase qualche giorno fuori dal villaggio, fece cercare la bestia, ma soprattutto chiese al\u00a0<i>Mpimasy<\/i>(guaritore) il giorno che secondo il calendario malgascio era propizio per questo incontro.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Il pap\u00e0 nel frattempo aveva riunito la famiglia e gli anziani per il giorno fissato. All\u2019ombra del kily (tamarindo, grande albero che si trova al centro di ogni villaggio Bara), ebbe luogo la riconciliazione pubblica. Appena giunto davanti al padre, Mandiniha, assieme alla moglie e il figlioletto, si butt\u00f2 in ginocchio con la fronte a terra dicendo, \u201cO tu, ZANAHARY, Voi spiriti di Zama e di Fandroa, Voi tutti nostri morti, Voi spiriti ostili, sono qui io,Mandiniha , con mia moglie e il mio bambino; siamo venuti per chiedere perdono. Quello che ho fatto \u00e8 molto grave perch\u00e9 ho disprezzato mio padre che \u00e8 la sorgente da cui ho ricevuto la vita. Non ho ascoltato le sue parole, non ho seguito il suo consiglio e l\u2019ho umiliato davanti a Voi, anziani del villaggio. Ora sono qui a chiedere perdono e il segno del mio pentimento \u00e8 questo zeb\u00f9 dal pelame nero con una macchia bianca sulla fronte e dalle corna ben arcuate che voi vedete. Voi anziani, concedetemi il perdono del male che ho fatto affinch\u00e9 mio figlio possa essere circonciso senza pericolo. E\u2019questo quello che vi chiedo!\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Mandiniha non solo era prostrato, ma aveva i piedi del padre appoggiati sopra la sua testa. Per un malgascio, e soprattutto per un Bara, questa \u00e8 la posizione che dice non solo l\u2019umiliazione ma anche la sottomissione e l\u2019impotenza totale.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Uno degli anziani prese la parola per raccontare il gesto di Mandiniha, e la conseguente maledizione del pap\u00e0. Ricord\u00f2 ai presenti che i consigli-castighi dei genitori \u201csono come la pedata dello zeb\u00f9, se ti sfiora ti fa perdere la conoscenza,ma se ti colpisce in pieno ti uccide\u201d. Ai giovani presenti, il monito e il rito dovevano ricordare che i genitori sono sacri perch\u00e9 sono la sorgente da cui ci viene l\u2019acqua della vita.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Il padre ascoltava e teneva nelle mani una ciotola dove c\u2019era acqua e\u00a0<i>toka<\/i>.( bevanda fatta con acquavite e acqua semplice.)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Non avevo mai sentito dire che l\u2019acquavite fosse usata per cerimonie di questo genere.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Presero la parola due anziani che dopo avere sgridato il ragazzo, dopo averlo ammonito severamente, chiesero al padre di Mandiniha di perdonarlo. Citando un proverbio, l\u2019anziano genitore disse,\u00a0<b>\u201cMANDIA TANY KA SOLAFAKA; MILOLOHA LANITRA KA LENA\u201d<\/b>\u00a0(Camminando, capita ogni tanto di scivolare e di cadere; abbiamo il cielo sulle nostre teste e talvolta siamo colpiti dalla pioggia).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Sei venuto per cancellare il male che hai fatto a noi e a tua mamma; per togliere dal nostro volto la vergogna, cos\u00ec che possiamo guardare ancora la gente attorno a noi. Ebbene, ti accogliamo ancora in questa casa e benediciamo tuo figlio\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Allora l\u2019anziano genitore si alz\u00f2 e voltatosi verso il Nord-est, (punto sacro per tutti i malgasci,forse perch\u00e9 ricorda la direzione in cui si trovava la terra degli antenati che hanno lasciato per venire in Madagascar, ma anche punto da dove nasce il sole, simbolo della luce e della vita ) fece una lunga preghiera: informava Zanahary della vicenda che aveva colpito lui e la sua famiglia, invocava gli spiriti dei fiumi vicini, gli spiriti cattivi. Soprattutto invocava gli spiriti dei morti della famiglia perch\u00e9 lo ascoltassero bene. S\u00ec, aveva maledetto Mandiniha perch\u00e9 \u00e8 una cosa grave offendere cos\u00ec i propri genitori. Ma adesso che gli anziani avevano accolto suo figlio e visto che il pentimento era sincero e accompagnato dal dono prezioso di un bel zeb\u00f9, chiedeva loro di \u201criprendere Mandiniha nella loro protezione e di accordargli la salute, una famiglia numerosa, riuscita negli affari, per la gloria dei morti e dei vivi. Benedisse Mandiniha,sua moglie,il nipotino, tutti i presenti e i nipotini che sarebbero stati circoncisi la notte seguente. Il bue di Mandiniha fu squartato e serv\u00ec, insieme al riso, per saziare tutti i presenti. Mandiniha port\u00f2 anche una grossa tanica piena di acquavite che circol\u00f2 di mano in mano. Ovviamente i pi\u00f9 giovani avevano preparato non solo il riso e la carne \u2026 ma organizzato un grandioso \u201ckilalaka\u201d la danza tipica dei Bara che dur\u00f2 tutta la notte.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Ancora oggi la gente si ricorda la storia di Mandiniha.\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt; color: #000000;\"> Non so quali conclusioni i lettori trarranno da questa storia, ma una cosa \u00e8 certa: davanti a un\u2019infrazione grave, la riconciliazione deve essere pubblica. La chiesa, insieme alla riconciliazione individuale e privata, deve lasciare alle chiese africane la facolt\u00e0 di elaborare un&#8217;altra possibilit\u00e0 del sacramento della riconciliazione per eventi &#8220;pubblici&#8221; laddove, appunto, la riconciliazione sia da farsi pubblicamente: LA CULTURA AFRICANA \u00e9 comunitaria e gioiosa &#8230; cosa che nel rito attuale non si vede proprio. Per la gente di qui non esiste riconciliazione senza la festa.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia che vi racconto \u00e8 vera, ma devo cambiare i nomi del villaggio e dei protagonisti. 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