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Le lettere
Mandabe, 3 luglio 2007
Cari amici,
ancora una volta grazie a voi per l'interessamento, l'impegno con cui mi avete accompagnato durante questi mesi di "soggiorno in Italia". Mesi che non sono stati di vacanza.Ci eravamo proposti qualche obiettivo semplice (ma non facile): rimettere ordine negli indirizzi (perchè diverse persone non ricevevano i nostri messaggi e se ne erano lamentate); riavviare il nostro sito della missione e aggiornarlo.
Volevamo e vorremmo che fosse un sito "d'animazione missionaria e spirituale" che tocca e interessa un po' tutti.
Stiamo muovendo i primi passi e stiamo imparando. Ecco perché abbiamo bisogno dell'ascolto di tutti e della collaborazione di tutti.Volevo anche incontrare dei "gruppi diversi" per cercare di dire cos'è - o dovrebbe essere - l'interesse per la missione. Il tentativo c'è stato. Bisognerà vedere a distanza cosa rimane e, qualora il messaggio non fosse passato, rivedere il modo di comunicare.
Ovviamente il tempo è mancato per incontrare tutti, soprattutto amici e benefattori vari, e me ne dispiace moltissimo. Ecco perché bisognerà essere un po' più vicino a tutti via e-mail.
Arrivato qui ho fatto una breve scappatina dalla superiora delle suore, che ora sono a Mandabe, per poi fare i piani e i preventivi per il dispensario, incontrare il vescovo e aggiornarlo sulla situazione, stendere qualche articolo del "futuro contratto" tra le suore e la diocesi, tante cose che mi hanno trattenuto qui a Morondava. Mentre le suore si accollavano il peso di far "terminare bene" l'anno scolastico e la "separazione" degli insegnanti che hanno dimissionato o sono stati consigliati di andare altrove.
Occorre adesso mettersi a cercare, compattare una nuova equipe unita e motivata. Insomma un'impresa quasi disperata. Visto anche il poco tempo a disposizione.
E magari - quello sì che ci vuole - un grande sostegno di preghiera.Non cerchiamo insegnanti, ma educatori, gente che con l'esempio e la dedizione all'insegnamento, in condizioni certamente non facili, ci aiuti a seminare il Vangelo in questi posti.
Dovrei ovviamente guardare la mia agendina e rivedere i momenti salienti dei mesi scorsi. Ma preferisco semmai chiudere gli occhi e per qualche istante... lasciarmi andare.
Certo il nostro primo incontro è stato davvero una festa tra amici, preceduto da un momento di preghiera intenso. Perché tante nostre eucaristie non potrebbero esser "un po' più vibranti, vive, partecipate"?
E poi ogni volta - almeno per me - il dramma di non ricordarmi dei nomi o delle fisionomie.
Nei momenti liturgici importanti passati lì - Pasqua e le altre feste - da voi, venivano spontanei i confronti con i cristiani di qui... poveri, poverissimi, ma "che non misurano il tempo da dare alla preghiera". Per noi qui pregare è sempre una festa.
Sono stato anche a Lourdes: due giorni di viaggio e un giorno di sosta alla grotta a Massabielle: sepolti nelle moltitudini di malati e di pellegrini. Non erano posti nuovi, visto che li "avevo frequentati" in spirito molti anni fa. E poi la frequentazione con "Bernadette Soubirous". Il primo "frutto" delle apparizioni mariane.
Sentendo pregare in lingue diverse… mi sono messo a farlo in malgascio: chiedendomi quando mai qualcuno di Mandabe potrà venire fino qui per dare compimento alla profezia della Madonna: "Tutte le generazioni mi chiameranno beata". Abbiamo conosciuto un personaggio: Pierino, che ci ha detto al momento di prender l'ultimo caffè prima di partire "il pellegrinaggio comincia adesso!!".
E poi via via gli incontri, davanti anche ad un piatto di risotto e a un buon bicchiere di vino, con tanti di voi…
Il Signore è stato generoso come sempre... sono stati raccolti i fondi per cominciare finalmente il canale (cosa che faremo appena avremo finito la sistemazione della vecchia chiesa in dispensario ed appena pronti i piani del canale, che sono fra le mani degli amici ingegneri Enrica e Maurizio).
Potremo anche fare altre due classi e, speriamo, altri due pozzi. Mentre continuo a ringraziare tutti voi che sostenete i nostri sforzi per mandare a scuola il più possibile i ragazzi; sempre però chiedendo alle famiglie una piccola partecipazione.
Non vi nascondo la mia pena segreta: vedere tantissimi giovani, anche fra quelli più vicini a noi, disinteressati di Gesù e non considerare la fede una cosa importante - anzi vitale.
Mi sento ancor più missionario fra questi giovani, che a volte sono i nostri figli e quindi a doppio titolo, miei amici. Per loro assicuro la mia preghiera quotidiana, oltre che l'offerta della mia vita e l'impegno - ma non potrò farlo senza la vostra collaborazione - di tenermi in contatto con tutti loro.
L'amicizia non conosce distanze e quindi continueremo a sentirci sempre più vicini nell'affetto e nella preghiera di giorno in giorno.
Grazie a tutti
don Riccardo
ASSOCIAZIONE PROGETTI ECAR MANDABE ONLUS
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