Le riflessioni
- - Novembre: Dio, per coloro che lo
amano, fa concorrere tutto al
bene - - Ad agosto: non crisantemi,
ma glicini! - - Non voglio popolarità,
non voglio posizioni di potere.
Voglio solo un posto ai piedi
di Gesù - - Non mi vestite di nero!!!!!
- - Dio è davvero buono
e noi l’abbiamo incontrato - - Le preghiere che non feci
furono esaudite - - La storia vera di Kalamba
- - Il cammino della speranza
- - I miei genitori volevano far dire
una messa di requiem per me - - Un discepolo amato dal Signore
- - Vado verso la Luce, l’Amore,
la vita - - Sei e rimani mio fratello
- - Dimmi che non sarà la morte
- - Un testamento... da oltre il
filo spinato - ricordando Dachau - - ...la loro preghiera é sempre
ascoltata - - Tempo di CRISANTEMI!!!!
- - Lourdes, 5 giugno - 950 km
- - Le tentazioni dei missionari
- - Pregare vuol dire anche:
ridire il Padre nostro... - - Un ospite diverso: don Lorenzo
Milani - - Testimoni di oggi: una monaca
di clusura e don Andrea - - Bernadette Soubirous
La sua vita... dalle sue parole - - Quando si profila un ad-Dio
- - Durante 13 lunghi anni
- - CRISTANTEMI! ma non solo
- - I'M NOBODY
Io non sono nessuno - - Visita dell'amico Mauro
- - Il benvenuto di don Riccardo
- Benvenuto!
- Sotto il Baobab ...
- ci si ritrova fra amici,
- si ascolta cosa altri amici
- vogliono dire,
- ci si scambia qualche riflessione,
- si condividono idee e aspirazioni,
- si delineano programmi e obiettivi,
- si attende l'arrivo degli altri amici.
- Inviando una mail con un testo,
- all'indirizzo:
- "webmaster@mandabe.org"
- si rende palese la propria presenza
Sotto il baobab
Finora sotto questo baobab sono arrivate tutte persone “perbene”, papi, sante, preti, monache!
Ma c'é posto anche per gli assassini: veri!
Quello che é morto accanto a Gesù ha avuta la gioia di sentirsi dire: «oggi stesso sarai con me». Il testamento che leggiamo invece ci racconta di una lunga “conversione”, ma il risultato é lo stesso perché nel Regno tutte le vittime pregano per i loro assassini!
E la loro preghiera é sempre ascoltata.
Ecco il testamento di Alessandro Serenelli: l'assassino di Maria Goretti
Testamento spirituale di
Alessandro SerenelliMacerata 5 maggio 1961
Sono vecchio di quasi 80 anni, prossimo a chiudere la mia giornata.
Dando uno sguardo al passato, riconosco che nella mia prima giovinezza infilai una strada falsa: la via del male che mi condusse alla rovina. Vedevo attraverso la stampa, gli spettacoli e i cattivi esempi che la maggior parte dei giovani segue quella via, senza darsi pensiero: ed io pure non me ne preoccupai.
Persone credenti e praticanti le avevo vicino a me, ma non ci badavo, accecato da una forza bruta che mi sospingeva per una strada cattiva. Consumai a vent’anni il delitto passionale, del quale oggi inorridisco al solo ricordo. Maria Goretti, ora santa, fu l’angelo buono che la Provvidenza aveva messo avanti ai miei passi. Ho impresse ancora nel cuore le sue parole di rimprovero e di perdono.
Pregò per me, intercedette per me, suo uccisore.
Seguirono trent’anni di prigione. Se non fossi stato minorenne, sarei stato condannato a vita. Accettai la sentenza meritata; rassegnato espiai la mia colpa. Maria fu veramente la mia luce, la mia Protettrice; col suo aiuto mi diportai bene e cercai di vivere onestamente, quando la società mi riaccettò tra i suoi membri. I figli di San Francesco, i Minori Cappuccini delle Marche, con carità serafica mi hanno accolto fra loro non come un servo, ma come fratello. Con loro vivo dal 1936.
Ed ora aspetto sereno il momento di essere ammesso alla visione di Dio, di riabbracciare i miei cari, di essere vicino al mio angelo protettore e alla sua cara mamma, Assunta.
Coloro che leggeranno questa mia lettera vogliano trarre il felice insegnamento di fuggire il male, di seguire il bene, sempre, fin da fanciulli.
Pensino che la religione coi suoi precetti non è una cosa di cui si può fare a meno, ma è il vero conforto, la unica via sicura in tutte le circostanze, anche le più dolorose della vita.
Pace e bene!
Alessandro Serenelli
ASSOCIAZIONE PROGETTI ECAR MANDABE ONLUS
via Marostica, 35 - 20146 Milano (Mi) - tel. 02.40073521
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Seguirono trent’anni di prigione. Se non fossi stato minorenne, sarei stato condannato a vita. Accettai la sentenza meritata; rassegnato espiai la mia colpa. Maria fu veramente la mia luce, la mia Protettrice; col suo aiuto mi diportai bene e cercai di vivere onestamente, quando la società mi riaccettò tra i suoi membri. I figli di San Francesco, i Minori Cappuccini delle Marche, con carità serafica mi hanno accolto fra loro non come un servo, ma come fratello. Con loro vivo dal 1936.
Ed ora aspetto sereno il momento di essere ammesso alla visione di Dio, di riabbracciare i miei cari, di essere vicino al mio angelo protettore e alla sua cara mamma, Assunta.