La missione
I villaggi
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I villaggi
AMBINANY-MAHARIVO
Il nome significa “villaggio situato alla confluenza della Maharivo con il fiume Zama”.
È abitato dalla etnia Sakalava
Nei miei primi approcci avevo sempre sentito una diffidenza ed una passività che mi irritavano.
Qualcuno mi aveva mostrato la scuoletta costruita con le loro mani e che da anni aspettava un maestro serio che facesse veramente scuola.
Dopo aver ampliato la scuola ed il pozzo ed avervi insediato gli insegnanti qualcosa si è mosso ed ora si sono impegnati a versare l’equivalente di 15 kg di riso per genitore come contributo alla cassa della scuola. Non è molto, ma come primo passo…
Con il contributo di una famiglia milanese è stata costruita anche una cappellina.
La scuola funziona bene: ci sono due maestri ed è frequentata da una ottantina di alunni con buona regolarità, anzi dall’anno scorso i primi che hanno finito le elementari cominciano a frequentare la scuola media a Mandabe con lusinghieri risultati.
Progetti futuri:
- creare dei vivai di piantine da frutto e di alberi da utilizzare per la costruzione delle case
- fornire sementi d’arachidi
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ANKILIMANJAKA (a circa 20 km da Mandabe)
Il nome significa “là dove domina il tamarindo”.
Allusione probabile ad un maestoso tamarindo situato al centro del villaggio e luogo delle riunioni della gente.
E abitato esclusivamente dai Bara (Tambavàla) dediti alla pastorizia ed alla coltivazione del riso.
È lontano dai corsi d’acqua per cui possono coltivare il riso solo durante le piogge e spesso i risultati sono molto scarsi
Mi avevano chiesto di fare un canale, ma essendo il fiume abbastanza lontano, dopo studi fatti ho lasciato cadere la cosa.
Sappiamo che fra i Bara l’abitudine a rubare gli zebù fa parte dei “modi riconosciuti “ di accrescere le proprie mandrie.
Molto uniti fra di loro e dotati di una decina di fucili si sono peraltro protetti abbastanza bene dai furti di altri razziatori.
Da quattro anni è in funzione la scuola elementare (80 alunni e due insegnanti) e la gente attinge acqua pulita grazie al pozzo fatto vicino alla scuola.
La gente si è impegnata a contribuire alla cassa della scuola.
Progetti futuri:
- ceare dei vivai di piantine
- contribuire alla costruzione di un piccolo dispensario, visto che sono molto isolati - fornire sementi d’arachidi alla gente
TANAMBAO (a circa 35 km da Mandabe)
Il nome significa villaggio nuovo
Da non dimenticare che gli abitanti di questa regione ad ovest di Mandabe sono originari di Ihosy, centro sud del Madagascar e che sono finiti qui, 50 anni fa circa, perché cercavano terre da coltivare e pascoli.
Abitato solo dai Bara (Tambavàla) è un grosso villaggio ben tenuto e ben protetto (hanno una buona dozzina di fucili) per cui negli anni passati qualche scorribanda ben fatta portava diverse decine di zebù rubati a rimpolpare le loro mandrie.
Adesso sono “ pacifici”.
Stiamo terminando la costruzione di due classi; gli alunni sono un’ottantina e ci sono due insegnanti.
Hanno deciso di ricostruirsi il piccolo dispensario crollato per incuria e per le piogge.
Bisognerebbe aiutare gli abitanti a riprendere la coltivazione dell’arachide , cosa che facevano bene già trent’anni fa.
La presenza massiccia di cinghiali che devastano le culture scoraggia molto questa gente dedita alla pastorizia e alle coltivazione del riso.
Anche loro avevano chiesto di fare un piccolo canale per aumentare le superfici coltivabili.
Progetti futuri
- creazione di piccoli vivai
- contributo alla costruzione di un piccolo dispensario
- fornire sementi d’arachidi alla gente
AMBANGO (quasi 40 km da Mandabe)
Il nome significa: “dove si trova l’arbusto Vango”, che serve a confezionare le stuoie.
Si tratta di un villaggio bara (tambavala) molto impoverito dai frequenti furti di bestiame, al punto tale che trovare una carretta per venire a Mandabe è molto difficile e costa molto caro.
A differenza degli altri villaggi qui ho trovato un vecchio che mi ha aiutato molto a “cominciare “ i contatti da cui è nata la scuola attualmente frequentata da 100 alunni circa. Ci sono due insegnanti.
Due anni fa abbiamo cercato di fare il pozzo vicino alla scuola.
I primi due tentativi sono andati male; mentre il terzo……è stato peggio!
Dopo aver scavato oltre 20 m abbiamo trovato solo una polla di acqua salata. abbiamo perso dunque tempo e tanti soldi.
Sappiamo che soprattutto durante la stagione delle piogge la gente è costretta a bere acqua fangosa.
Progetti futuri
- Costruire un piccolo canale di 3 km circa che porti l’acqua potabile al villaggio
- La gente ci ha chiesto di costruire una cappella
- Creare piccoli vivai di piantine
- fornire sementi d’arachidi alla gente
BERENTY (a circa 20 km da Mandabe)
Il nome del villaggio è lo stesso del corso d’acqua che passa lì vicino.
Era considerato il villaggio più pericoloso della regione per la presenza frequente dei ladri di bestiame che lì avevano delle connivenze consolidate. Questi ladri partivano da circa 100 km. a est e dopo due giorni di strada arrivavano a Berenty a sera inoltrata. Ben rifocillati partivano per le loro razzie.
E chiaro che non tutti appoggiavano l’idea di una scuola e di maestri che venivano da fuori e potenziali “delatori “.
Attualmente la cappella è adibita ad aula scolastica frequentata da 50 alunni circa con un maestro.
Ci vorrà del tempo per “ disarmare “ gente che viveva sui furti e le vendette personali: tutto “ veleno “… che ovviamente viene poi passato ai figli.
La gente è tutta analfabeta, dedita alla pastorizia ed alla cultura del riso.
Progetti di prossima esecuzione:
- la costruzione di due classi
- la costruzione di un pozzo
- creazione di piccoli vivai
- fornire sementi d’arachidi alla gente
BERONONO (a 21 km da Mandabe)
Si tratta di un grosso villaggio ( 1000 ab) che è comune.
E difficile suscitare la collaborazione perché il villaggio è frazionato in 5 quartieri spesso in disaccordo fra di loro.
Abbiamo fatto una scuola con 3 aule e 3 insegnanti. Durante decine d’anni questo villaggio era preso di mira dai razziatori che utilizzavano i conflitti fra famiglie, per i loro colpi. Nel 2003 il villaggio era stato abbandonato per 3 mesi: la gente temeva la vendetta dei ladri che in un conflitto a fuoco aveva perso due dei loro compagni. La scuola “ seguiva “ quindi queste vicende rimanendo aperta o chiusa secondo le razzie. Da parte delle autorità c’era il disinteresse totale.
Le cose sono cambiate quando 3 anni fa: anziché fare un’altra aula ho fatto una piccola caserma dove ci sono in permanenza 5 gendarmi.
La scuola è frequentata da 120 alunni circa .E’ molto faticoso convincere i genitori a partecipare alle spese della scuola e a utilizzare bene il pozzo che è stato fatto 4 anni fa.
Progetti
- costruire un altro pozzo per la gente
- aiutare i genitori a coltivare il terreno della scuola
- procurare una dozzina di banchi
- forrnire sementi d’arachidi alla gente
ASSOCIAZIONE PROGETTI ECAR MANDABE ONLUS
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